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Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
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Trattenimento alla scuola dell’infanzia di bambini nell’età dell’obbligo scolastico e istruzione parentale

Indicazioni sui trattenimenti in età dell’obbligo e sull’istruzione parentale, in relazione alle iscrizioni per l’anno scolastico 2016-2017.

Ai Dirigenti Scolastici Scuole Statali

Ai Responsabili scuole paritarie

Al Sito web

Oggetto: Trattenimento alla scuola dell’infanzia di bambini nell’età dell’obbligo scolastico e istruzione parentale

 

Trattenimento alla scuola dell’infanzia di bambini nell’età dell’obbligo

Giungono a questo Ufficio segnalazioni relative ai cosiddetti “trattenimenti” alla scuola dell’infanzia di bambini in età di obbligo scolastico. La maggior parte di essi riguarda alunni certificati L. 104 e/o DPCM 185/06, ma in taluni casi si verifica il trattenimento anche di alunni non certificati.

A tal proposito questo Ufficio, richiamando la C.M. 22 del 21 dicembre 2015, le “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” del 18 dicembre 2014 e l’irrinunciabile prospettiva di una progettualità condivisa tra scuola, famiglia e UONPIA, precisa che le richieste di trattenimento devono rispettare le seguenti condizioni:

  1. l’alunno per il quale si ritiene necessario il trattenimento deve essere certificato L. 104 ai sensi del DPCM 185/06, ovvero essere compreso fra i “..casi riguardanti i bambini adottati, sia nazionalmente che internazionalmente, aventi tra i cinque e i sei anni di età e che presentano particolari fattori di vulnerabilità.” (Linee di indirizzo citate, cap. 2.1.1.2);

alunni certificati L. 104 ai sensi del DPCM 185/06

  1. la famiglia o chi esercita la potestà genitoriale deve formulare una specifica richiesta;
  2. l’ASL-UONPIA che ha in carico il minore disabile deve esprimere un parere tecnico in cui si dichiari lo specifico vantaggio conseguente al trattenimento di un anno alla scuola dell’infanzia;
  1. i docenti della scuola dell’infanzia dovranno predisporre un progetto specifico in cui siano dettagliatamente elencati e brevemente illustrati gli interventi educativi e didattici, che si intendono mettere in atto nel successivo anno scolastico;
  2. il Collegio docenti dovrà verificare la presenza delle condizioni di cui sopra, valutare l’effettiva necessità  di tale richiesta e infine approvarla tramite delibera.

alunni adottati (Nota MIUR n. 547 del 21/2/2014 e successive Linee di indirizzo del 18/12/2014)

  1. il Dirigente scolastico esamina il caso “con sensibilità e accuratezza, confrontandosi -laddove necessario – anche con specifiche professionalità di settore e con il supporto dei Servizi Territoriali, predisponendo percorsi individualizzati e personalizzati”;
  2. Solo a conclusione dell’iter sopra descritto, inerente casi eccezionali e debitamente documentati, e sempre in accordo con la famiglia, il Dirigente scolastico – sentito il Team docenti – potrà assumere la decisione (…) di far permanere l’alunno nella scuola dell’infanzia per il tempo strettamente necessario all’acquisizione dei prerequisiti per la scuola primaria e comunque non superiore ad un anno scolastico, (…)”.
  1. Si sottolinea, comunque, che l’eventuale trattenimento e la conseguente permanenza alla scuola dell’infanzia di minori nell’età dell’obbligo scolastico rappresenta una procedura di natura eccezionale.

Istruzione parentale

Come indicato dalla C.M. 22 del 21 dicembre 2015, (4.3, 4.4, 5.1): “Al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, i genitori che intendono avvalersi dell’istruzione parentale presentano specifica dichiarazione direttamente alla scuola (…) statale viciniore, dimostrando di possedere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere, in proprio o mediante frequenza di una istituzione non statale non paritaria, all’istruzione dell’alunno. Sulla base di tale dichiarazione, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo di istruzione viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando, altresì, ai genitori che entro il termine dell’anno scolastico 2016/2017 l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità alla classe seconda. Analogamente, per quel che concerne l’accesso alle classi successive alla prima, si rammenta che gli alunni soggetti all’istruzione parentale debbono sostenere l’esame di idoneità prima dell’inizio dell’anno scolastico.

In relazione al quesito inteso a chiarire se gli alunni in età di scolarizzazione obbligatoria i cui genitori si avvalgono del diritto costituzionalmente garantito di impartire l’istruzione parentale, sia pure avvalendosi di insegnamenti erogati in strutture private non paritarie, siano tenuti al termine di ciascun anno scolastico a

sostenere esami di idoneità ai fini della prosecuzione dell’iter scolastico anche in presenza di una dichiarata volontà di proseguire gli studi presso una scuola non appartenente al sistema nazionale di istruzione, la Nota MIUR n. 5693 del 20 giugno 2005 indica che “vanno determinate le modalità attraverso le quali possono essere effettuati <<gli opportuni controlli>>. Poiché non è ipotizzabile che ciò possa avvenire in modo diretto con accertamenti sui genitori occorre necessariamente ipotizzare che essi debbano avvenire indirettamente mediante il riscontro degli apprendimenti realizzati dal soggetto destinatario degli interventi educativi. Ciò può avvenire soltanto attraverso esami di idoneità per il passaggio alla classe successiva indipendentemente dalla circostanza che gli studi vengano proseguiti privatamente o presso una scuola del sistema nazionale di istruzione.”

 

(da Nota USR-ER n. 5371 del 23 aprile 2014) “In conclusione:

  1. la scelta di effettuare l’istruzione parentale va ripetuta ogni anno;
  2. la comunicazione di tale scelta va inoltrata alla scuola cui l’alunno avrebbe dovuto iscriversi in relazione alla sua residenza o in coerenza con il tipo di studi secondari di II grado prescelti;
  3. dal momento in cui la scuola riceve la comunicazione diventa scuola vigilante sull’adempimento dell’obbligo e invia apposita comunicazione in Comune;
  4. i familiari ogni anno sottopongono il/la proprio/a figlio/a all’esame di idoneità presso una scuola statale o paritaria;
  5. nel caso gli esami annuali di idoneità vengano sostenuti in una scuola diversa da quella vigilante, i familiari sono tenuti a comunicarne gli esiti alla scuola vigilante per la verifica di competenza sull’adempimento.”

 

Il Dirigente

Roberto Proietto

Allegato:

 

 

RP/fc

Referente provinciale Area BES

Franco Castronovo

tel. 031 237 204

e-mail: franco.castronovo@istruzione.it



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